Description
Durante la Prima guerra mondiale, gli Alleati, che monopolizzavano quasi interamente le agenzie di stampa in tutto il mondo, accusarono la Germania delle peggiori atrocità. La propaganda sulle atrocità è diventata, nelle mani di uomini intelligenti ma privi di scrupoli, una scienza esatta. Racconti incredibili della barbarie germanica in Francia e in Belgio hanno creato il mito di un’eccezionale bestialità dei tedeschi; mito che continua a influenzare la mente di molte persone ancora oggi. Gli ulani – è stato solennemente riferito al mondo intero – si divertivano a lanciare in aria i bambini belgi e a trafiggerli con le baionette quando ricadevano; tagliavano anche le mani alle infermiere della Croce Rossa.
La stampa e la radio anglosassoni hanno annunciato la crocifissione di prigionieri canadesi. Ma forse la notizia più ripugnante e più ampiamente diffusa riguardava un impianto di trattamento dei cadaveri, in cui i corpi dei soldati, sia tedeschi che alleati, morti in battaglia, venivano fusi per estrarne il grasso e altri prodotti utili allo sforzo bellico delle potenze dell’Intesa. Il fatto che Arthur Ponsonby, eminente storico e politico britannico, abbia smontato questa favola non ha impedito al procuratore sovietico al processo di Norimberga di accusare nuovamente la Germania di aver istituito una fabbrica di sapone a base di grasso umano a Danzica, nel 1942.




























